Consigli di Stile: “Ma in aeroporto devo togliere le scarpe con rialzo per non farmi bloccare dalla sicurezza?”

“La prossima settimana devo prendere un aereo per andare a Londra. Ho il timore che la sicurezza possa accorgersi delle mie scarpe rialzanti e mettermi in forte imbarazzo di fronte ai miei amici”…Ecco la risposta del CEO e Founder di GuidoMaggi, Emanuele Briganti, al quesito posto da un nostro cliente….

Buongiorno,

il mese scorso ho acquistato dal sito guidomaggi.it una sneaker modello “California” con rialzo da 8 centimetri. Adoro quel modello e mi ci trovo benissimo. La prossima settimana però devo prendere un aereo per Londra: ho il timore che la sicurezza possa accorgersi delle mie scarpe rialzate e mettermi in forte imbarazzo di fronte ai miei amici. 

Giancarlo, Torino 

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 sneakers rialzate

Caro Giancarlo,

non è la prima volta che un cliente mi chiede consigli di questo genere. E’ una domanda interessante, dettata dalla paura dell'ignoto e legata alle tipiche dicerie “da volo” come quella vecchia menzogna sull’esplosione delle protesi mammarie in silicone di cui fu vittima una nota soubrette italiana: una trovata pubblicitaria del suo agente rivelatasi, con il passare del tempo, totalmente falsa.

“Come lo sai?”. Vi chiederete. Beh, lavorando per un’azienda che vende le proprie scarpe rialzanti in oltre 90 Paesi nel Mondo, mi capita spesso, molto spesso, di viaggiare in lungo e in largo per tutta l’Europa, gli Stati Uniti e nel Nord America. In media prendo l’aereo 10 volte al mese. Per esperienza diretta, quel che posso testimoniare è che non mi è mai successo che qualche funzionario della sicurezza abbia avuto qualcosa da ridire sulle mie scarpe con rialzo. Nemmeno quando all’aeroporto di Londra-Gatwick, per paura del rischio attentati, hanno intensificato i controlli, intimando a tutti i passeggeri di togliersi le scarpe per poi recuperale dopo aver attraversato il metal detector alla fine del nastro trasportatore.

Ovviamente, anche io, mi sono domandato perché nessuno abbia mai avuto nulla da ridire sulle mie scarpe. La risposta che mi sono dato è frutto di un ragionamento logico: in primo luogo perché non si nota affatto che sono scarpe con rialzo per cui nessuno – nemmeno l’agente di servizio dietro al monitor per la scansione a raggi X - ha mai sospettato che ci fosse qualcosa dentro; inoltre, è impossibile che il metal detector suoni, perché il rialzo interno anatomico è realizzato in gomma naturale: ciò che fa scattare l’allarme sono i metalli e i materiali considerati pericolosi. In secondo luogo perché il personale della sicurezza aeroportuale ha ben altre cose da cercare: armi, esplosivi, droga. Di certo non sono alla ricerca di scarpe con rialzo…! Infine ribadisco, come hai avuto modo di constatare anche tu, che le scarpe GuidoMaggi sono scarpe normali, uguali a tutte le altre. Perché mai dovrebbero attirare sospetti?

E se anche sulla vostra strada doveste imbattervi in un poliziotto fin troppo zelante che vi chiede con espressione accigliata cosa diavolo avete dentro le scarpe, potete sempre rispondere: "Il mio ortopedico mi ha detto che devo indossare dei plantari in quanto ho problemi di postura!". Aggiungendo col sorriso: "La maggior parte della popolazione mondiale usa dei plantari per i più svariati motivi: dovrebbe provarli anche lei per migliorare il suo comfort visto che fa un lavoro che la costringe a stare tutto il giorno in piedi!". 

Scherzi a parte, caro Giancarlo, se si indossano scarpe rialzate in aeroporto posso dirti con estrema certezza, dopo un’esperienza ultra-decennale, che le probabilità di essere fermati al check-in per fornire spiegazioni sono pari allo zero per cento. Le scarpe con rialzo sono ormai diventate di uso comune in tutto il mondo quindi….non abbiate paura di volare con ai piedi le vostre scarpe rialzanti preferite. 

Ciao Giancarlo, spero di aver risposto alle tue domande e di averti tolto ogni tipo di perplessità! Vola tranquillo e…salutami tanto Londra. 

Sempre a testa alta!

 

Emanuele Briganti

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Consigli di Stile: “La mia (nuova) ragazza lo noterà?”

Parte la nuova rubrica “Lettere ad Emanuele”. Il CEO e Founder di GuidoMaggi, Emanuele Briganti, risponderà personalmente ai quesiti che quotidianamente arrivano sulla nostra casella di posta elettronica. Si tratta di consigli, esperienze di vita vissuta, in grado di sciogliere le riserve e i leciti dubbi di chi vuole, o si è già  avvicinato, al mondo delle scarpe con rialzo. Buona Lettura.  

“Buongiorno,

mi chiamo Christian e ho 29 anni. La mia statura non supera i 170 cm. Vorrei porti la seguente domanda: “Ma se torno a casa con una ragazza e mi tolgo le scarpe rialzanti che indosso, lei noterà il cambiamento di statura?”. 

scarpe rialzanti

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Caro Christian,

la domanda che tu poni è simile alle tante che ogni giorno arrivano sulla nostra mail o nella sezione messaggi dei principali social network sui quali siamo presenti. Il tuo è un quesito lecito, che assilla chi ha una statura media o bassa, ma che vuole a tutti i costi incrementarla indossando un paio di scarpe con rialzo interno.

La risposta che dò è sempre la stessa, dettata dalla mia esperienza in merito. In primo luogo poniamo in essere il seguente ragionamento: le donne sono abituate più degli uomini ad indossare i tacchi, anche vertiginosi da oltre 10 centimetri. Li indossano sempre, mattina e sera…alcune anche in casa. Pertanto lei non noterà mai il cambiamento di statura se a fine serata  – presi dal fuoco della passione – ti toglierai le scarpe con rialzo. Per la nostra partner la situazione apparirà assolutamente normale perché la psiche femminile la vive come un fatto naturale…non ci presterà affatto attenzione. Certo è però che bisogna rispettare alcuni accorgimenti di natura pratica. 

Innanzitutto occorre tenere sempre presente a se stessi la propria statura di partenza. E’ ovvio che se si è alti come Christian, più o meno 170 centimetri, non conviene affatto acquistare stivali con un rialzo da 12 centimetri. Passare di colpo da 1 metro e settanta a 1 metro e ottantadue centimetri, è certo che lei lo noterà. Sarebbe un po’ come vedere una sessantenne che dopo un lifting ha il viso liscio e senza imperfezioni di una ventenne. Un paradosso. Un trucco del chirurgo estetico facilmente svelabile da chiunque. Per tale ragione è opportuno che la scelta del giusto rialzo avvenga in maniera razionale...con giudizio, in considerazione delle proprie caratteristiche fisiche personali. Ritornando all’esempio fatto prima: se sei alto 170 centimetri, sarebbe il caso di non “rischiare” il tutto per tutto…l’all-in in questo caso non paga mai, sarebbe un azzardo, un bluff fatto male. Occorre optare, almeno per un primo periodo, per un rialzo interno che incrementi la statura massimo di 6-7 centimetri; poi si può scegliere di aumentare gradualmente il rialzo, ma con cautela. Solo così l’aumento sembrerà naturale, e nessuno noterà il trucco. Non barcollerete insomma come se steste camminando sulle uova….ecco perché – prima di ogni altra cosa – occorre puntare sul comfort. Solo così rimarrete stupiti di come la gente non noterà che siete “cresciuti” in maniera innaturale e smisurata dalla notte al giorno. 

Ricorda infine – caro Christian - di non attirare su di te inutili attenzioni per sottolineare la tua nuova statura…..sarebbe un po’ come darsi la zappa sui piedi da soli. Sii sciolto e naturale come se in te non fosse avvenuto alcun cambiamento. In realtà è avvenuto eccome... 

Presto altre dritte e, mi raccomando, sempre a testa alta!

Emanuele Briganti

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